LA NOTTATA

Attenzione. I contributi audio, in rosso e sottolineati, non sono stati provati ma semplicemente letti dall'autore (che non è un attore quindi non ridete, anzi ridete... ma non dell'autore) e dall'amico imitatore Enzo Garramone

che già prestò le sue voci per un altro mio lavoro: il cortometraggio: Scusate il ritorno. Sono stati inseriti questi link esclusivamente per aiutare chi legge ad entrare nello spirito di questo tipo di commedia.


ATTO PRIMO

Scena 1
In scena un Teatrino: è la camera da letto di Pulcinella . Il burattino si accinge ad andare a dormire, ma per cercare di guadagnare qualche ora di sonno esce dal teatrino, diventando in carne ed ossa e con una scala... inchioda la luna.

Scena 2
Un uomo è seduto fuori un ristorante. Viene avvicinato da un finto cieco (Montesano) che è in cerca di elemosina. Il cameriere si accorge del pezzente e cerca di cacciarlo ma quest'ultimo, per convincere l'uomo seduto a fargli la carità canta uno stornello (con la voce di Lando Fiorini). Alla fine è costretto ad andare via.

Scena 3
Mentre il Signore parla con il cameriere arrivano nella piazza Raffaele il netturbino e Giovanna la fruttivendola, ambedue confusi dall'anomala oscurità.
Nella vicina edicola c'è Ludovico.


Scena 4
Il signore al tavolo chiede il conto. Si alza per allontanarsi ma viene fermato dal finto cieco. Il poveraccio si offre di indicare la strada e di accompagnare fino all'albergo al suo ospite in cambio di una ricompensa.


Scena 5
Giovanna entra nel suo negozio.
Su una bicicletta incidentata entra nella piazza il metronotte

 

che prende a lamentarsi del fatto che, date le ridotte dimensioni del paese e la forzata tranquillità, per lui non ci sia mai lavoro. Seguendo un improbabile ragionamento la guardia notturna temendo, dato il protrarsi della notte, di dover fare lo straordinario se ne và inforcando la propria bicicletta.

Scena 6
Rimasto solo Raffaele rivolge per breve tempo la sua attenzione al "professore" (de Filippo) che è seduto fuori al balcone del palazzo di fronte, poi rientra.

Scena 7
Il figlio del professore (Ramazzotti) canta una canzone. Giovanna sopraggiunge lamentandosi della tristezza del testo e poi esce nuovamente.

scena 8
Entra una donna (Paolantoni) con i suoi due figli. E' una famiglia di ladri, infatti la madre redarguisce i due di non assolvere nel migliore dei modo i loro compiti. Infine la donna se ne và portandosi dietro un figlio.

scena 9
Nella piazza arrivano due contadini con l'aria molto ingenua da qualche paese vicino. Sono Pirulino e Caterina, due tipici cafoncelli dal vestito pacchiano e l'espressione svampita. Sono alla ricerca di una locanda e di un albergo. I due chiedono informazioni al ladro ma poi si rendono conto di essere proprio nelle vicinanze di un locale.
Tutti si siedono. Il ladro più il là nascosto dalle ombre.
Pirulino e Caterina chiamano a gran voce qualcuno per essere serviti.

scena 10
Una musica che ricorda "Thriller" di M. Jackson annuncia l'arrivo di un gruppo di tossici che avanzano come se fossero zombie. Uno di loro ha la voce di Marittiello.
A "salvare" gli spaventati contadini non abituati a questa realtà contemporanea fatta di rejetti che vivono ai margini della società arriva l'oste (Vasco Rossi) che li fà andare via.

scena 11
Mentre i due vengono serviti arrivano nella piazza Giovanna e Raffaele seguiti da Carmelo (Bocelli) pittore anomalo... perchè cieco dalla nascita. Carmelo cerca di spiegare come sia possibile dipingere pur senza vedere e nella discussione, viene coinvolto anche l'edicolante. Quest'ultimo alla fine terminerà lo scambio di opinioni leggendo una frase sul giornale in cui si parla di un aumento dei furti negli ultimi tempi. Nello stesso momento in cui tutti vanno via esaurita la conversazione Pirulino viene sottovoce chiamato dal ladro che era rimasto li nell'ombra.

FINE PRIMO ATTO / SECONDO ATTO


Scena 12
(Canta Baglioni)


Scena 13
La famiglia Simpson al completo, (quindi f.c.), transita velocemente per la piazza meravigliandosi di quel fenomeno che rende il paesino di Campacavallo, e solo quello, ancora avvolto dalla luce della luna quando altrove è già quasi pomeriggio.

Scena 14
Altro personaggio di passaggio ed ha la voce di Benigni. Il suo monologo ha come oggetto vari ragionamenti sull'amoreggiamento notturno nascosti dalla luna complice, un pò di kamasutra e una fantasticazione su una improbabile tv-grande fratello che ci osserva continuatamente. Alla fine dopo il suo inconcludente delirio se ne và.

Scena 15
Pirulino e Carolina giungono al luogo d'appuntamento con il ladro fissato precedentemente. Nell'attesa cercano di scampare il pericolo di essere multati da un troppo solerte vigile (Banfi) per divieto di sosta pedonale

Scena 16
Arriva finalmente il ladro e propone un lavoretto all'ingenuo Pirulino che non capisce però trattarsi di lavoro illecito. Entrambi partono lasciando momentaneamente la ragazza su una panchina della piazza.

Scena 17
Entra il portaborse

 

di un importante politico per cercare di preparare il paesino ad una probabile futura sua venuta. Ma trova il paese al buio e semideserto.

Scena 18
Mentre il portaborse si guarda attorno Gragnaniello canta la sua tristezza verso le città del sud che costringono i giovani ad emigrare. Infine va via.


Scena 19
Durante il suo monologo Troisi si accorge di Carolina sulla panchina e cerca di essere gentile ma vista la di lei diffidenza decide di andare via.


Scena 20
Raffaele e Giovanna parlottano in un angolo della piazza. Parlare di cose accadute ad altre persone è un modo per Giovanna di sondare il terreno circa le intenzioni di Raffaele. Tra i due c'è intesa, diremmo noi un amore platonico che come è intuibile sfocerà poi in amore manifesto.

Scena 21
Ludovico si affaccia all'edicola e vi appoggia sopra un piccolo televisore per ascoltare notizie circa lo strano fenomeno che stà accadendo in quel paese. Un Giornalista (Fede) di un famoso tg attraverso un suo inviato (Brosio) cerca di spiegare, cercando uno scoop, sul fatto. Il servizio successivo è di uno scenziato (Piero Angela) che giustifica le cose con motivazioni tecniche e astronomiche. La televisione viene spenta perchè più che chiarire come al solito confonde.

Scena 22
Oramai gli abitanti di Campacavallo, capito che non si tratta di semplice annuvolamento ma di un evento inspiegabile comincia ad avere veramente paura, al punto da volersi rivolgere al mago di paese. Tenta di fermarli il professore (de filippo) facendo leva sulla loro razionalità, cercando di impedire di far prendere il sopravvento alla creduloneria, di cui certo ogni cialtrone potrebbe approfittarne. Ma nessuno gli da ascolto e vanno presso lo studio del mago del paese, n
eanche la vecchietta del paese (Tina Pica).


Scena 23
Studio del mago (R. Zero). Sono presenti: Raffaele, Giovanna, Ludovico, Caterina. Il mago ovviamente finge di essere a conoscenza dellincantesimo che ha causato la lunga notte e promette di risorverlo dietro compenso. Nel frattempo svela a Ludovico di essere incinto e omosessuale e a Caterina di essere stata tradita da Pirulino.


FINE SECONDO ATTO / TERZO ATTO

Scena 24
Giovanna e Raffaele amoreggiano nell'oscurità.

Scena 25
Nel buio entrano i ladri e si intrufolano nella finestra di un palazzo nei pressi. Il compito di Pirulino è quello di fare il palo.

Scena 26
Poco distante è l'abitazione-studio di Carmelo (Bocelli) . Il pittore è eccitato e preoccupato per l'imminente visita al suo atelier di un noto critico d'arte. Fervono i preparativi e insieme a Ludovico, Giovanni e Raffaele studia strataggemmi per non far scoprire al critico la sua menomazione.

Scena 27
Finalmente Giovanna e Raffaele si accorgomo di Pirulino ma fraintendono in suo atteggiamento, ricordando le parole del mago, ma decidono per il momento di farsi gli affari loro.

Scena 28
Nella lunga notte del Paesino di Campacavallo fà il suo ingresso un travestito che prende "servizio" nel suo abituale "mestiere". Credendo Pirulino un timido cliente Vittorio il femminella cerca di avvicinarlo, sotto gli occhi "schifati" di Giovanna e Raffaele.

Scena 29
Arriva il professor Capperi (Verdone/fulvio), stimato e conosciuto critico d'arte. Subito viene portato nello studio di Bocelli ma dato il buio rischia vari incidenti, battendo la testa, finendo con un piede in un secchio di vernice, cadendo. Ciò nonostante, uscendo dallo studio il professore si dichiara entusiasta dei lavori del pittore. E tutti, quando lui va via, lo seguono per accompagnarlo alla macchina.

Scena 30
Resta del gruppo solo Caterina e subito si accorge di Pirulino e del Femminello e con la grinta di una vaìassa napoletana attacca il non indifeso femminello. Attratti dal rumore accorrono gli altri per dividerli rendendo impossibile la fuga dei ladri che non possono fare altro che attendere un momento più propizio.


Scena 31
L'ingeresso di un frate frena ogni impeto. Il sant'uomo (Grillo) inizia una predica contro la dissolutezza dei costumi della nostra epoca e gli effetti negativi sui giovani auspicando una terribile punizione divina.


Scena 32
Come se fosse lo stesso Dio irrompe sulla scena un nuovo predicatore (Celentano). Canta la sua ira sulla piccola folla poi sparisce.


Scena 33
Sul posto, con l'intenzione di sedare la folla giunge anche il metronotte. Alla fine si rende conto che si era trattato di una semplice lite tra fidanzati.


Scena 34
Oramai cessato il chiasso i ladri cercano di scappare dalla finestra. Totò si accorge di loro ma credendoli abitanti della casa, che avevano smarrito le chiavi involontariamente li aiuta.

Scena 35
Finalmente il vigilante si accorge della disonestà dei due e insieme a Raffaele e Ludovico li arresta.
Dal teatrino si affaccia Pulcinella che si lamenta del rumore esce dal gabbiotto e toglie il chiodo dalla luna lasciando tutti attoniti.

Scena 36
Urlando:"é stat'isso" la folla inferocita si scaglia contro pulcinella squartandolo.

Scena 37
Canzone coro finale dei Pooh.


FINE


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