Grafico, illustratore, pittore e narratore. Un accanito fan della maschera di Pulcinella e degli anni '70.
Nato nel 1967, ho frequentato l'istituto d'arte Filippo Palizzi, "trasformandomi" così al terzo anno in un "maestro d'arte". Poi dopo altri due anni mi dissero che ero diventato anche una persona matura e mi affibbiarono la qualifica di "grafico pubblicitario".
Da allora ho cercato di unire la mia passione per il disegno e la grafica e la scrittura con tutto ciò che riguarda la tradizione napoletana, il teatro e la maschera di Pulcinella. Gli anni '70 sono stati la mia palestra visiva e culturale, un periodo a cui attingo costantemente per il mio lavoro.
Ho pubblicato libri, realizzato illustrazioni per il teatro, dipinto quadri e suonato la chitarra, ma non facendo tutto nello stesso momento, sempre cercando di mantenere un filo rosso che lega queste diverse espressioni creative.
Questo sito è una raccolta di queste strade che ho percorso. La mia particolarità è tentare di riuscire a mettere Pulcinella in ogni racconto che scrivo (horror, giallo, fantascienza) e ci sono QUASI sempre riuscito, finora.
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Pulcinella, una musa infinitaPulcinella mi accompagna da sempre. Mi affascinava la sua ambiguità. Col tempo ho capito che Pulcinella raccontava Napoli meglio di chiunque altro. La fame, l'astuzia, la poesia, la malinconia. Dalla "Pulcinelleide" alla "Raccontata dei Pastori", il filo conduttore è sempre la sua capacità di rappresentare lo spirito popolare. |
Gli anni '70 come esteticaGli anni '70 rappresentano il mio alfabeto visivo. È l'epoca dei cartoni animati disegnati a mano, dei libri di lettura illustrati con cura, della televisione che educava attraverso immagini, racconti e manualità. Quell'estetica si è riversata nel mio lavoro di grafico. Gli anni '70 restano per me un linguaggio vivo.
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Chitarra e TeatroLa musica e il teatro, la chitarra e le sceneggiature, attraversano il mio lavoro come strutture invisibili. Suono, scrivo, ascolto. Anche quando lavoro con le immagini, questi linguaggi restano attivi. Alla fine, tutto converge nello stesso luogo. |
Dipinti: alla fine quel volto ritorna sempreDipingo e disegno da un punto di vista preciso. Il mio lavoro si muove tra pittura e disegno senza confini netti. Negli anni questo percorso ha trovato riconoscimenti, premi, targhe. Alla fine, quel volto ritorna sempre. > Vedi la pagina dei dipinti |
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Oltre la scrittura, il teatro, la musica e la pittura, esiste una zona ancora senza nome. È lì che nasce il lavoro che verrà.
Non come progetto definito, ma come necessità.
Ogni percorso autentico porta con sé una parte sconosciuta. Una deviazione. Una frattura. Un territorio che si rivela solo camminandoci dentro.
Continuare significa accettare di non sapere. Lasciare spazio a ciò che ancora non ha forma.
E fidarsi del fatto che, prima o poi, parlerà.
Il sito è diviso in sezioni proprio per riflettere queste diverse anime:
Ogni area è collegata alle altre, perché per me la creatività è un flusso unico.